Portale, sbalzo o braccio mobile? Come scegliere il sistema multiasse

Un sistema lineare multiasse (spesso chiamato robot cartesiano) combina due o tre moduli lineari in un’unità XY o XYZ. I singoli assi contano, ma è la struttura che li collega a determinare rigidità, area di lavoro, accessibilità e costo. Questa guida confronta le tre strutture più comuni – portale, sbalzo e braccio mobile – e spiega come scegliere.

La risposta breve

  • Portale (gantry): l’asse Y è sostenuto alle due estremità da due assi X paralleli. Da scegliere per grandi aree di lavoro, corse lunghe, carichi più elevati e la massima rigidità.
  • Sbalzo (cantilever): l’asse Y è portato da un solo asse X e sporge da un lato. Da scegliere per celle compatte, accesso libero da tre lati e carichi medi.
  • Braccio mobile: è il braccio stesso a traslare trasversalmente rispetto all’asse di base, mentre l’asse verticale si muove come colonna. Da scegliere quando l’utensile deve entrare in una macchina o attrezzatura da un lato, con la base che resta all’esterno.

Sistemi a portale

Poiché la trave trasversale poggia su due assi di base, flessione e vibrazioni restano contenute anche con corse Y lunghe e utensili pesanti. Il portale è la soluzione standard per dosaggio, pallettizzazione, movimentazione di grandi formati e carico di macchine utensili.

  • Portale a vite a ricircolo di sfere – es. MX-GT3-BS-01: corsa X 100–1250 mm, ripetibilità ±0,01 mm su tutti gli assi, fino a 1000 mm/s.
  • Portale ibrido a corsa lunga – es. MX-GT3-HB-02: asse di base a cinghia con corsa 600–3050 mm e 2000 mm/s, combinato con assi Y e Z a vite.
  • Portale sincrono a doppio asse X – es. MX-DX2-HB-01: i due assi X sono azionati in sincrono e la trave resta in squadra anche con forti accelerazioni.

Da considerare: l’ingombro è maggiore, i due assi X vanno allineati su una base piana e parallela e, con due motori X, gli azionamenti devono essere sincronizzati (funzione gantry elettronica o albero di collegamento meccanico).

Sistemi a sbalzo

Un sistema a sbalzo richiede un solo asse di base, quindi è più compatto e di solito più economico. L’area di lavoro resta accessibile da tre lati, il che semplifica carico manuale, integrazione con nastri trasportatori e manutenzione.

  • MX-CT3-BS-01: X 100–1250 mm, Y 100–650 mm, Z 100–500 mm, ripetibilità ±0,01 mm, carico fino a 12 kg.
  • MX-CT3-IB-01: moduli a guida integrata per unità XYZ molto compatte, corsa 50–1100 mm, 500 mm/s.

Il limite è lo sbalzo: più l’asse Y si estende e più pesante è il carico all’estremità, maggiori diventano il momento flettente sull’asse di base e la flessione all’utensile. Con corse Y lunghe o pinze pesanti il portale è di solito la scelta più sicura.

Sistemi a braccio mobile

Nel braccio mobile l’intero modulo del braccio trasla in modo telescopico rispetto all’asse di base e l’asse Z è realizzato come colonna mobile. L’utensile può così entrare in una pressa, un’attrezzatura di collaudo o l’apertura di una macchina, mentre base e gran parte della struttura restano all’esterno. Esempio: MX-MA3-BS-01 con assi X, Y e Z a vite e ripetibilità ±0,01 mm.

Lo sbraccio costa carico utile: sul MX-MA3-BS-01 il carico ammesso scende da 8 kg con corsa Y di 100 mm a 2 kg con 500 mm. I sistemi a braccio mobile sono quindi adatti a utensili leggeri e velocità moderate; dimensionateli sempre con la tabella dei carichi per la corsa scelta.

Confronto

Portale Sbalzo Braccio mobile
Rigidità La più alta Media, dipende dallo sbalzo Media, dipende dallo sbraccio
Area di lavoro Ampia, corse lunghe Da piccola a media Da piccola a media
Accesso all’area di lavoro Dalle testate Da tre lati L’utensile entra da un lato
Ingombro Il maggiore Compatto Compatto, base fuori dall’area di lavoro
Applicazioni tipiche Dosaggio, pallettizzazione, carico macchine, grandi formati Pick-and-place, collaudo, avvitatura, celle di montaggio compatte Carico di presse, attrezzature di collaudo e macchine

Checklist per la scelta

  1. Area di lavoro – corse X, Y e Z necessarie più la corsa di sicurezza alle estremità.
  2. Carico e baricentro – massa di pinza, utensile e pezzo e la loro distanza dall’asse (da qui nascono i momenti che decidono tra sbalzo e portale).
  3. Precisione – ±0,01 mm richiede assi a vite; con ±0,04 mm un asse di base a cinghia consente corse più lunghe e velocità maggiori.
  4. Tempo ciclo – percorsi, accelerazioni e tempi di sosta per ciclo.
  5. Accesso e integrazione – dove entrano ed escono i pezzi, dove sono operatori e nastri, come passano cavi e tubi (catene portacavi).
  6. Asse verticale – un asse Z a vite con motore autofrenante trattiene il carico anche senza alimentazione.
  7. Struttura di supporto – un portale richiede due superfici di appoggio allineate e parallele.

Per il tipo di trasmissione di ogni asse vedete la nostra guida Vite a ricircolo di sfere o cinghia dentata.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra robot cartesiano e robot a portale?

Un robot cartesiano è qualsiasi sistema di assi lineari disposti ad angolo retto (X, Y, Z). Il robot a portale è una delle sue configurazioni, con l’asse Y sostenuto alle due estremità. Anche i sistemi a sbalzo e a braccio mobile sono robot cartesiani.

Un sistema a sbalzo può essere preciso quanto un portale?

La ripetibilità degli assi è la stessa (ad esempio ±0,01 mm con assi a vite). La differenza è la flessione sotto carico: con uno sbalzo lungo o un utensile pesante la posizione dell’utensile varia di più rispetto al portale.

Gli assi si possono combinare liberamente?

Sì. Molti sistemi usano un asse di base a cinghia per percorsi lunghi e rapidi e assi Y e Z a vite dove contano precisione e forza di tenuta.

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